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        <title>Intesa Sanpaolo Eurodesk RSS Feed: Blog dell'innovazione</title>
        <description></description>
        <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-blogs_rss.php</link>
        <lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 19:26:59 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Intesa Sanpaolo Eurodesk</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-index.php?page=Home</link>
            <description><![CDATA[Feed provided by IntesaSanpaolo Eurodesk. Click to visit.]]></description>
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        <language>it-it</language>
        <managingEditor>Redazione Eurodesk</managingEditor>
        <webMaster>intesasanpaoloeurodesk@intesasanpaolo.com</webMaster>
        <item>
            <title>Accelerare l'imprenditoria in 10 mosse secondo Young global leader</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=222</link>
            <description><![CDATA[The Forum of young global leader e World economic forum hanno sviluppato, con il supporto di Booz &amp; company, uno studio che analizza lo stato dello slancio imprenditoriale nel mondo arabo e indica azioni che devono essere adottate affinché il fenomeno dell’imprenditoria e dell’innovazione diventi protagonista di un’accelerazione.<br />
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Il documento che è disponibile a questo indirizzo web <a class="wiki external" target="_blank" href="http://www.weforum.org/community/forum-young-global-leaders">http://www.weforum.org/community/forum-young-global-leaders</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /> (in inglese) indica in dieci punti le azioni principali che è necessario adottare: 1) offrire supporto, gli imprenditori consolidati devono dare tempo, consigli e finanziamenti seed a quelli che aspirano a diventarlo; 2) cambiare i comportamenti e fare evolvere la cultura, parlare dell’imprenditoria tutti i giorni e generare attenzione attorno alle storie di successo; 3) portare gli imprenditori nelle aule, tutti nelle scuole superiori e nelle università dovrebbero imparare le basi della imprenditoria; 4) portare l’imprenditoria negli uffici, le imprese devono incoraggiare i loro impiegati a fare emergere i loro talenti; 5) non imitare la Silicon Valley, identificare e fare leva sulle risorse specifiche di ogni singolo Paese; 6) dare il benvenuto a nuove idee, coinvolgere lavoratori sia nazionali sia internazionali al fine di incoraggiare la circolazione di esperienze e di spirito d’impresa; 7) rompere gli stereotipi, le grandi idee imprenditoriali possono arrivare da qualsiasi persona che opera in qualsiasi settore; 8) abbracciare la diaspora, chiedere agli imprenditori di successo che vivono al’estero i loro consigli e le loro connessioni; 9) eliminare il tappeto rosso, i governi devono fornire diverse modalità di supporto a tutte le tipologie di imprenditori; 10) espandere il modello del venture capital, i venture capital devono andare oltre il semplice finanziamento e fornire supporto e struttura per gli imprenditori.<br />
Dieci punti che valgono non solo per le economie dei Paesi arabi ma anche per quelle dei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, Italia soprattutto.<br />
Lo studio analizza anche lo stato attuale dell’attività imprenditoriale mostrando per esempio come nel 2009 sul totale della popolazione nello Yemen c’erano 24 su cento persone che facevno gli imprenditori, il 16% in Marocco, il 15% in Libano, il 13% negli Emirati arabi, il 12% in Tunisia, il 10% in Giordania, il 9% in Siria, il 5% in Arabia Saudita. Questi dati sono confrontati con quelli di altri Paesi e si nota che in Cina la percentuale è del 19%, in Usa dell’8%, in Francia, Germania, Russia, Italia si ferma al 4%.<br />
Il rapporto analizza moltissimi altri aspetti come le iniziative imprenditoriali per Paese ma anche singole attività che stanno concretamente portando valore all’ecosistema imprenditoriale e innovativo di quei Paesi come per esempio sono Wamda (www.wamda.com) che collega mentor e imprenditori oltre che fondi e altre risorse, creato dal gruppo di private equity Abraaj Capital ed è guidato da Habib Haddad imprenditore libanese che fa parte de Young global leader, e Injaz al-Arab, organizzazione presente in 13 Paesi dell’area Mena (Middle east north Africa) che offre formazione manageriale e imprenditoriale a giovani arabi ed è guidato da Soraya Salti.<br />
(grazie a Matteo S. per la segnalazione)<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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]]></description>
            <author>Emil</author>
            <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:06:49 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>The Digital manifesto, l’economia internet è la via per lo sviluppo </title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=221</link>
            <description><![CDATA[Nel 2016 l’economia basata su internet nei Paesi del G20 (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Unione europea più Francia, Germania, Italia, Regno Unito e poi India, Indonesia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Corea del Sud, Turchia e Stati Uniti) varrà 4,2 trilioni di dollari. Circa il doppio di quanto valeva nel 2010.<br />
Nel 2016 il numero di utenti internet nel mondo sarà di tre miliardi, circa il 45% della popolazione totale, rispetto a 1,9 miliardi del 2010. Nei Paesi del G20 la percentuale di utenti sarà del 50%.<br />
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Nel 2016 il 70% degli utenti internet risiederà in Paesi emergenti, contro il 56% del 2010. La Cina conterà circa 800 milioni di utenti internet, pari a quelli di Francia, Germania, India, Giappone, Regno Uniti e Stati Uniti combinati.<br />
Nel 2016 l’80% delle connessioni a banda larga nei Paesi del G20 sarà effettuata tramite dispositivi mobili.<br />
Nei Paesi emergenti come Argentina, Brasile, Indonesia e Messico l’utilizzo dei media sociali è esponenzialmente più diffuso tra gli utenti internet rispetto a quanto avviene nei Paesi sviluppati con percentuali che superano il 90%.<br />
Sotto questi tutti dati pubblicati dal documento ‘The Digital manifesto: how companies and countries can win in the digital economy” realizzato dal Boston consulting group per conto di Coogle. Il documento è stato presentato in occasione del World economic forum di Davos da Patrick Pichette, vice presidente e chief financial officer di Google che ha sottolineato come la comprensione del potenziale economico del web deve essere una priorità per chi guida aziende e nazioni.<br />
Il <a class="wiki external" target="_blank" href="https://www.bcgperspectives.com/content/articles/growth_innovation_connected_world_digital_manifesto/">documento che è disponibile online a questo indirizzo in lingua inglese</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /> prosegue con altri dati: nell’area G20 gli utenti hanno effettuato ricerche di prodotti online che poi hanno acquistato offline per un valore complessivo di 1,3 trilioni di dollari, pari al 2,5% del Pil, vale a dire 3mila dollari per ogni famiglia collegata a internet. Nel 2016 gli acquisti online varrano il 20% del totale delle vendite al dettaglio nel Regno Unito e tra l’8 e il 12% negli altri Paesi con economie sviluppate. Nel 2015 il traffico totale di informazioni che viaggerà sul protocollo internet protocol sarà pari a 966 exabyte per anno.<br />
Queste proiezioni a cinque anni effettuate dal Boston consulting group indicano come è assolutamente necessario considerare l’economia basata su internet come fonte vitale per la crescita, soprattutto in un momento dove le grandi economie sono alla ricerca di nuovi modelli e strade per lo sviluppo. “Nessuna azienda e nessuna nazione può ignorare questa tendenza di sviluppo, ogni tipo di attività economica deve essere digitale. “La ‘nuova’ internet non sarà più così ampiamente ‘occidentale’ come oggi e nemmeno legati agli accessi dal pc, sarà globale, onnipresente, partecipativa”, dichiara David Dean, uno degli autori dello studio e senior partner di Boston consulting group, riporta il comunicato stampa diffuso in occasione della presentazione della ricerca.<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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]]></description>
            <author>Emil</author>
            <pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:27:03 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>L'innovazione sociale e il giusto profitto</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=220</link>
            <description><![CDATA[Le imprese possono avere valenza sociale anche se fanno profitti? Questa è la domanda che anima la spinta innovativa della nuova generazione di imprese che si propongono di definire modelli di business capaci sia di generare profitti sia di produrre una ricaduta di tipo sociale e ambientale.<br />
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Ed è questa la domanda che ha animato la tavola rotonda che si è svolta in occasione della tappa italiana della Global social venture competition (Gsvc), organizzata da Intesa Sanpaolo Startup Initiative, Banca Prossima, Altis Università Cattolica, Associazione San Michele valore impresa, Associazione Prospera e con anche la partecipazione di Intesa Sanpaolo Eurodesk.<br />
Alla tavola rotonda hanno partecipato proprio i rappresentanti degli organizzatori: Marco Ratti di Banca Prossima, Frank Cinque di Altis, Sergio Barbonetti di Associazione San Michele, Andriano Azzaretti di Prospera e Cristina Piai di Eurodesk. Tutti si sono trovati d’accordo sulla necessità di definire nuovi modelli di business per la nuova generazione di imprese sociali che non possono più essere solo quelle no-profit, anche perché la disponibilità di finanziamenti per questo tipo di organizzazioni è sempre più ridotta. Ratti ha però enfatizzato come però le Onlus continuano a rivestire un ruolo chiave, mentre Cinque ha messo in luce l’importanza della formazione manageriale anche per chi fa imprese con ricaduta sociale e ha parlato del cosiddetto triple bottomline model dove la ricchezza prodotta è si quella di profitto ma anche quella sociale e quella ambientale (<a class="wiki external" target="_blank" href="http://lobbyinnovazione.it/index.php?option=com_content&view=article&id=971%3Aimpact-investing-&catid=30%3Anumero-016&Itemid=30&lang=it">si veda a tale proposito anche l’editoriale del numero 16 di Innov’azione dove si parla proprio del tema e del concetto di Impact investing</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" />). Barbonetti ha affermato come il modello imprenditoriale che ha caratterizzato fino a oggi lo sviluppo del tessuto economico italiano ha intrinsecamente una sua valenza sociale, ma è anche vero che è inevitabile dover aggiornare anche queste tradizioni di fronte al modificarsi delle modalità di approccio al concetti di imprenditoria da parte delle nuove generazioni che si impegnano nello sviluppare progetti d’impresa innovativi.  Azzaretti ha accennato al progetti Digitalia che è la dimostrazione di come le nuove tecnologie assumono valore anche economico ove declinate quali strumenti di valenza sociale. Infine Piai ha sottolineato come il nuovo programma dell’Unione europea che si chiama Orizzonte 2020, che è l’Ottavo programma quadro per il periodo 2014-2020 punta decisamente sul cambiamento sociale e sull’innovazione.<br />
Durante la giornata si sono anche presentate una serie di startup, al termine sono stati assegnati quattro premi: il premio speciale Filarete alla napoletana Polibone che lavora su un progetto per lo sviluppo di una cura per l’osteoporosi, il terzo premio Gsvc è stato assegnato alla ugandese Nucafè che propone metodi innovativi per la coltivazione e la commercializzazione del caffè, il secondo premio è andato a Mapability che ha disegnato un modello per la raccolta di dati relativi alle barriere architettoniche che possono essere condivisi su una mappa elettronica, mentre a vincere l’edizione 2012 della Global social venture competition Italia è AgenziaLavoroDisabili<a href="tiki-editpage.php?page=AgenziaLavoroDisabili" title="Create page: AgenziaLavoroDisabili" class="wiki wikinew">?</a> che si propone di rendere effettiva la relazione tra aziende che cercano lavoratori e lavoratori con disabilità definendo un modello che si basa sull’effettiva capacità dei lavoratori che quindi vengono selezionati dalle aziende non per il loro handicap ma per i loro effettivi skill.<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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]]></description>
            <author>Emil</author>
            <pubDate>Sat, 28 Jan 2012 09:19:51 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Arabi in Silicon Valley</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=219</link>
            <description><![CDATA[“Mercato più grande della UE”, è una delle considerazioni emerse da un evento che si è svolto nella Silicon Valley e che ha visto protagonisti rappresentanti di altissimo livello del mondo arabo.<br />
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L’evento, come riporta <a class="wiki external" target="_blank" href="http://www.siliconvalley.com/news/ci_19755048?%3Egathered%3C%2Fa%3E+to+look+back+%C3%A2%C2%80%C2%94+and%2C+more+important%2C+to+look+ahead+at+how+some+of+those+newly+liberated+countries+can+cultivate+tech+entrepreneurship.%3Cp%3EOakland-based+Sungevity+is+busy+%3Ca+href=">SiliconValley.com</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /> è stato organizzato da TechWadi<a href="tiki-editpage.php?page=TechWadi" title="Create page: TechWadi" class="wiki wikinew">?</a>, attiva organizzazione a sostegno dello sviluppo delle tecnologie, dell’innovazione dell’imprenditoria nel mondo arabo, ha visto la partecipazione di personaggi come Mohammed Allawi, ministro iracheno delle comunicazioni che è rientrato nel suo paese dopo la caduta di Saddam Hussein. Allawi è un architetto che ha vissuto per decenni in Libano dove ha fatto l’imprenditore e oggi ha deciso di mettersi a disposizione del suo Paese per portare il suo contributo alla ricostruzione dell’economia. Il ministro iracheno ha sottolineato come per alcuni Paesi arabi, l’Iraq certamente ma anche quelli che hanno animato la Primavera araba, si tratta in molti casi di ripartire quasi da zero, di dare vita a economie che sono state cancellate dai conflitti e dai regimi dittatoriali. Si tratta quindi di una grandissima opportunità per chi investe e per chi ha prodotti e servizi da proporre citando tra le aziende con le quali sta lavorando Cisco e Hp. Del tutto simile la posizione di altri esponenti come i rappresentanti dei ministeri delle telecomunicazioni di Egitto e Giordania presenti all’incontro.<br />
Presenti anche investitori, venture capital soprattutto, che hanno messo in luce come oggi le tradizionali mete di investimento come Israele e India dovrebbero essere affiancate anche da una maggiore attenzione verso il mondo arabo dove le opportunità sono in decisa crescita e verso il quale si può andare anche facendo leva sulla diaspora che diventa ponte ideale tra i diversi Paesi favorendo attività industriali e finanziarie a sostegno dello sviluppo tecnologico e della innovazione.<br />
A chiarire ulteriormente la posizione – prosegue l’articolo di SiliconValley<a href="tiki-editpage.php?page=SiliconValley" title="Create page: SiliconValley" class="wiki wikinew">?</a>.com – è Yasser Elkadi ex manager di Cisco che oggi guida gli sforzi per lo sviluppo dell’Information technology nel suo Paese fa notare che da quando è caduto il regime di Hosni Mubarak le esportazioni di prodotti di Information technology egiziani sono cresciute passando da 1,1 miliardi di dollari a 1,3 miliardi di dollari. “Se si vuole sostenere lo sviluppo della democrazie nella regione – ha affermato il manager egiziano – l’unico modo possibile e rafforzare l’economia”.<br />
Un mercato, quello del mondo arabo potenzialmente più grande di quello dell’Unione europea quindi la quale però non può avere il solo ruolo di spettatore di fronte a un possibile cambio di equilibri economici legati allo sviluppo delle tecnologie e della innovazione ma deve, nonostante il momento difficile, mantenere attenzione verso ciò che sta accadendo e partecipare alla corsa verso le nuove opportunità che si stanno creando in tutta la regione che va dal Marocco agli Emirati Arabi Uniti.<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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]]></description>
            <author>Emil</author>
            <pubDate>Wed, 18 Jan 2012 14:12:24 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Startuppers, start your engines</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=218</link>
            <description><![CDATA[Il 2012 deve ancora ufficialmente iniziare ma già i programmi dell’ecosistema dell’innovazione e delle startup sono per i primi mesi dell’anno fitti.<br />
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Ci sono l’edizione 2012 di Percorsi dell’innovazione, l’area delle startup che si sviluppa in seno a Smau che riparte con il tradizionale ciclo di appuntamenti che toccheranno le città di Bari, Roma, Bologna e Padova prima di approdare a Milano nel mese di ottobre. Proprio Bari è la prima tappa ed è in programma il 15 e 16 febbraio 2012 presso Fiera del Levante.<br />
A Milano in date ancora da definire si svolgerà un importante evento dedicato ai business angel europei e dell’area Mediterranea, i dettagli relativi a questo evento saranno pubblicati a breve appena disponibili.<br />
Partono poi alcune iniziative legate alla formazione specifica per giovani imprenditori innovativi come SeedLab<a href="tiki-editpage.php?page=SeedLab" title="Create page: SeedLab" class="wiki wikinew">?</a> di TTadvisor e lo Startup Program del Mip Politecnico di Milano.<br />
Il 2012 sarà anche l’anno del lancio del progetto editoriale multimediale legato alla Intesa Sanpaolo Startup Initiative relativamente al quale i dettagli saranno resi noti sempre in questi spazi nel corso delle prossime settimane.<br />
Anche nel 2012 questo blog di Intesa Sanpaolo Eurodesk vi accompagnerà con informazioni, riflessioni, commenti e notizie relative all’ecosistema dell’innovazione, quello che serve per trasformare le idee in imprese, in valore, in ricadute sociali e ambientali, quindi non solo valore di tipo economico e industriale ma anche valore per le persone e per il futuro della società. Notizie, informazioni, commenti e riflessioni che riguarderanno soprattutto l’Europa e l’area Mediterranea perché è in questi territori che si gioca il futuro dell’Italia e dai quali nasceranno le grandi opportunità di crescita. Felice 2012, Happy 2012, سعيد 2012, Joyeux 2012.<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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]]></description>
            <author>Emil</author>
            <pubDate>Sat, 31 Dec 2011 11:29:31 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Vc in Europa, Italia in affanno ma si va verso il mercato unico</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=217</link>
            <description><![CDATA[Gli svizzeri di <a class="wiki external" target="_blank" href="https://www.investiere.ch/sites/default/files/u954/VCP%20Study%20Venture%20Capital%20in%20Europe%202011.pdf">Investiere Verve capital partners hanno pubblicato uno studio sul venture capital in Europa</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" />. Studio che prende in esame lo scenario sotto un nuovo punto di vista: la spesa in venture capital pro capite e divide così i mercati europei in cinque gruppi.<br />
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Il primo gruppo, il più ricco, è popolato dai Paesi dove la spesa pro capite è compresa tra i 70 e i 60 dollari con la Svizzera che guida la classifica con 69 dollari per abitante seguita dai Paesi Bassi con 62 dollari, a titolo di comparazione l’analisi indica in 67 dollari la spesa in vc pro capite negli Stati Uniti. Nel secondo gruppo, tra i 60 e i 50 dollari, ricadono i Paesi scandinavi con Svezia e Finlandia a 59 dollari e Danimarca a 53 dollari; il terzo gruppo, tra 40 e 30 dollari, vede il Regno Unito e l’Irlanda vantare una spesa pro capite in vc di 39 dollari, di poco sopra alla media europea che è di 35 dollari, il Belgio con 33 dollari e la Francia con 31 dollari. Nel quarto gruppo, tra 30 e 20 dollari, ci sono la Norvegia con 27 dollari, la Spagna con 24 dollari, la Germania con 21 dollari, mentre il quinto gruppo è popolato dai Paesi con una spesa compresa tra 10 e zero dollari a testa e qui vi sono Austria con 10 dollari, il Portogallo con 7 dollari, la Grecia con 3 dollari e l’Italia con un solo dollaro di spesa in venture capital pro capite. Risultato disarmante benché l’indice di attrazione dell’Italia del capitale di rischio la pone alla 28 esima posizione rispetto alla 34esima del Portogallo e alla 44esima della Grecia.<br />
Insomma l’analisi di Investiere è impietosa nei confronti dell’attività di venture capital in Italia ma una speranza c’è ed è la <a class="wiki external" target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-12-19/spinge-venture-capital-063820.shtml?uuid=Aan22XVE&fromSearch">possibile nascita del mercato unico europeo del venture capital</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" />. Una ipotesi non troppo remota perché vi è una proposta di regolamento in tal senso della Commissione europea che potrebbe entrare in vigore tra il 2013 e il 2014 e che gode del supporto dell’Evca, l’associazione europea del venture capital e del private equity. La proposta mira a favorire lo sviluppo del venture capital nei 27 Paesi dell’Unione creando una sorta di certificazione, o passaporto, europea per quei fondi che investiranno il 70% del loro capitale in piccole e medie imprese europee non quotate fornendo loro capitali freschi senza quindi costringerle a ricorrere al debito. La proposta, avanzata da Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea con delega all’Industria, e da Michel Barnier, responsabile del mercato interno, ha come scopo dichiarato quello di facilitare l’accesso alle risorse finanziarie da parte delle piccole e medie imprese, nonché sostenere lo sviluppo di startup e la creazione di nuovi posti di lavoro, elementi essenziali per dare nuovo slancio allo sviluppo industriale ed economico.<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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]]></description>
            <author>Emil</author>
            <pubDate>Mon, 26 Dec 2011 15:59:12 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Il primo rapporto sulle relazioni economiche tra Italia e Mediterraneo</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=216</link>
            <description><![CDATA[E' stato pubblicato il primo rapporto relativo all'anno 2011 sulle relazioni economiche tra Italia e Mediterraneo. Il documento (disponibile in italiano e in inglese) è stato realizzato da Srm-Med<a href="tiki-editpage.php?page=Srm-Med" title="Create page: Srm-Med" class="wiki wikinew">?</a>, organizzazione che si oocupa di ricerche e analisi nell'area del Mezzogiorno e del Mediterraneo tramite un osservatorio permanente.<br />
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<a class="wiki external" target="_blank" href="http://www.sr-m.it/news/scarica-il-primo-rapporto-mediterraneo-su-www.srm-med.com.html">Il rapporto è consultabile liberamente dopo avere effettuato la iscrizione al sito e andando a questo link </a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" />.<br />
Srm-Med<a href="tiki-editpage.php?page=Srm-Med" title="Create page: Srm-Med" class="wiki wikinew">?</a> è stata fondata da Intesa Sanpaolo e da sue controllate con sede nel Mezzogiorno come il Banco di Napoli, la Banca di Credito Sardo, la Fondazione Istituto Banco di Napoli e da Banca infrastrutture innovazione e sviluppo Biis e Imi Investimenti. Al rapporto ha contribuito anche Intesa Sanpaolo Eurodesk<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
]]></description>
            <author>Emil</author>
            <pubDate>Thu, 22 Dec 2011 21:31:18 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Siglati i primi accordi per il Centro Euro-mediterraneo per le Pmi</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=215</link>
            <description><![CDATA[L’International<a href="tiki-editpage.php?page=L%E2%80%99International" title="Create page: L%E2%80%99International" class="wiki wikinew">?</a> workshop for the Euro-mediterranean micro, small and medium enterprises che si è svolto a Milano il 14 dicembre è stata la occasione per due importanti annunci.<br />
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Mario Boffo, coordinatore italiano dell’Unione per il Mediterraneo e direttore generale affari istituzionali del ministero degli Affari esteri, ha annunciato la nascita del Mediterranean Partnership Fund, un fondo di finanziamento specificamente pensato per operare a sostegno delle imprese che hanno sede nell’area mediterranea.<br />
Il medesimo giorno sono stati inoltre firmati i primi tre Memorandum of understanding per l’adesione all’Euro-Med Center for micro, small and medium enterprises che avrà sede a Milano e sarà strutturato secondo un modello a rete per essere maggiormente efficace in tutta l’area. I tre Paesi che hanno siglato l’accordo sono Albania, Libano e Marocco. In particolare per il Libano ha firmato Khater Abi Habib chairman e direttore generale di Kafalat, organizzazione che supporta e garantisce il finanziamento alle piccole e medie imprese e anche alle startup innovative. Nel siglare l’accordo Habib ha sottolineato come è crescente l’importanza del coordinamento tra le varie istituzioni – ampiamente rappresentate al workshop – che nei diversi Paesi dell’area si occupano di sostegno alle micro, piccole e medie imprese, nonché al crescente fenomeno delle startup innovative.<br />
L’importanza delle micro, piccole e medie imprese è fondamentale, si sa che l’economia in Italia è fatta per oltre il 90% da queste realtà e lo scenario è assai simile in altri Paesi come per esempio la Turchia dove tale percentuale sale al 99% e la Turchia ha un Pil che cresce di quasi il 9%, si calcola inoltre che nei Paesi dell’area mediterranea l’80% dei nuovi posti di lavoro che si sono creati negli ultimi 5 anni sono generati proprio dalle piccole e medie imprese come ha sottolineato Giancarlo Lanna, presidente di Simest. Tale è l’importanza di questi soggetti, ha aggiunto Claudio Rotti presidente di Aice che bisognerebbe pensare alla creazione di un’area di libero scambio Euro-mediterranea da attivare al più presto. Tutto ciò senza dimenticare gli aspetti culturali e formativi che appaiono vitali per rinnovare il tessuto economico e industriale come ha sottolineato Nayef Z. Stetieh, presidente e Ceo del giordano Business development center.<br />
“Dove c’è sviluppo economico c’è ambiente sociale più soddisfatto e quindi crescita e stabilità” ha affermato Bruno Ermolli, presidente di Promos Camera di Commercio di Milano il quale ha anche ricordato l’importanza di raccogliere informazioni e dati e di elaborarli perché vitali per poter prendere le giuste decisioni ed è proprio in questa direzione va il Centro Euro-mediterraneo per le micro, piccole e medie imprese che si rivolge a oltre 14 milioni di realtà in tutta l’area di cui 4,4 milioni sono quelle italiane che devono lavorare per internazionalizzarsi maggiormente, oggi sono circa 200mila le micro, piccole e medie imprese italiane che operano anche all’estero “dovrebbero essere almeno 500mila”. Ermolli ha siglato per conto del Centro Euro-mediterraneo per le micro, piccole e medie imprese il Memorandum of understanding con Albania, Marocco e Libano sottolineanco come presto questa lista di Paesi si allungherà.<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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            <author>Emil</author>
            <pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:10:19 +0100</pubDate>
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            <title>A Milano il primo workshop Euro-mediterraneo su micro, piccole, medie imprese </title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=214</link>
            <description><![CDATA[Il primo workshop internazionale per le imprese micro, piccole e medie dell’area Euro-mediterranea si terrà a Milano il 14 dicembre 2011. L’evento è organizzato da Promos Camera di Commercio con il ministero degli Affari esteri, la Banca europea per gli investimenti e il Segretariato dell’Unione per il Mediterraneo.<br />
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L’evento avrà un taglio molto concreto e pratico, la prima parte della giornata che sarà a porte chiuse, vedrà i rappresentanti di enti, istituzioni, agenzie governative, camere di commercio, associazioni di categoria, istituti bancari e finanziari provenienti da tutti i Paesi dell’area Euro-mediterranea e da quella del Golfo lavorare per definire le possibili politiche e i possibili servizi a supporto delle potenzialità e opportunità che l’area Euro-mediterranea offre alle micro, piccole e medie imprese.<br />
Nel pomeriggio l’evento si apre al pubblico con l’incontro dal tiolo ‘Supporting MSMEs development acrosso Euro-Med<a href="tiki-editpage.php?page=Euro-Med" title="Create page: Euro-Med" class="wiki wikinew">?</a> region. From market to business through services and finance in the reshaped Mediterranean’ promosso dalla Commissione europea Direzione generale per le imprese e l’industria e Rappresentanza a Milano insieme a Promos Camera di Commercio di Milano, Assolombarda, Associazione italiana commercio estero, Istituto per la promozione dell’arbitrato e della conciliazione nel Mediterraneo. L’evento si inquadra nel contesto della Euro-Mediterranean<a href="tiki-editpage.php?page=Euro-Mediterranean" title="Create page: Euro-Mediterranean" class="wiki wikinew">?</a> Charter for Enterprise.<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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            <author>Emil</author>
            <pubDate>Thu, 08 Dec 2011 10:04:07 +0100</pubDate>
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            <title>Università e impresa, un passo avanti per l’area Euro-mediterranea</title>
            <link>https://www.intesasanpaoloeurodesk.com/tiki-view_blog_post.php?blogId=1&amp;postId=213</link>
            <description><![CDATA[L’università e l’impresa devono essere più vicine affinché l’innovazione possa svilupparsi e crescere. Ciò è valido sempre e ovunque e quindi anche nell’area Euro-mediterranea e un passo in questa direzione è stato fatto lo scorso 1 dicembre a Milano in occasione dell’evento dal titolo <a class="wiki external" target="_blank" href="http://www.emuni.si/en/novice/id_738">‘The Euro-Mediterranean renaissance’</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /> quando, tra <a class="wiki external" target="_blank" href="http://www.expotraining.it/emuni-conference.html">i vari relatori presenti</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" />, Joseph Mifsud, presidente di Emuni Univeristy organizzazione al quale fa capo un network di 179 atenei con sede in 38 Paesi dell’area Euro-mediterranea, e Federico Maria Bega responsabile per l’area Euro-mediterranea di Promos Camera di Commercio di Milano, si sono incontrati e trovati d’accordo sulla necessità di dare maggiore forza ed energia alla relazione tra mondo accademico e mondo universitario.<br />
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Tale visione rientra nel processo già ampiamente avviato che vede la città di Milano in prima fila tra i protagonisti nell’ambito dello scenario economico Euro-mediterraneo e un maggiore coinvolgimento del mondo accademico attraverso Emuni University porterebbe ancora più forza nella direzione della ricerca e della innovazione.<br />
È ancora prematuro indicare quali saranno le azioni che saranno fatte a Milano nel contesto di un’auspicabile collaborazione tra Promos ed Emuni ma è facile immaginare che si potrebbe partire da progetti come <a class="wiki external" target="_blank" href="http://resouk.emuni.si/">ReSouk, il souk della ricerca</a><img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /> che Emuni organizza ogni anno e che nel 2011 è stato ospitato dalla città di Beirut e nel 2012 toccherà Amman e una città spagnola. ReSouk<a href="tiki-editpage.php?page=ReSouk" title="Create page: ReSouk" class="wiki wikinew">?</a> è un evento dedicato a studenti e ricercatori, ufficialmente è la Euro-mediterranean student reserarch multi-conference, ma un maggiore coinvolgimento del mondo imprenditoriale in un evento del genere potrebbe portare nuove occasioni, linfa e opportunità e Milano potrebbe certamente essere la sede ideale per ospitare il primo ReSouk<a href="tiki-editpage.php?page=ReSouk" title="Create page: ReSouk" class="wiki wikinew">?</a> dedicato alle idee d’impresa, quindi alla ricerca che ha già fatto un passo avanti verso la sua trasformazione in valore industriale e di mercato. Un evento dove i ricercatori di tutta l’area Euro-mediterranea possono giungere con le loro idee ma anche con i loro business plan e con i loro team e proporre le loro innovazione a una platea di potenziali partner finanziri e industriali, anch’essi provenienti dall’area Euro-mediterranea.<br />
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<a target="_blank" class="wiki external"  href="http://www.abirascid.com">www.abirascid.com<img border="0" class="externallink" src="img/icons/external_link.gif" alt="external link" /></a><br />
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]]></description>
            <author>Emil</author>
            <pubDate>Thu, 08 Dec 2011 09:49:26 +0100</pubDate>
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